dieci strategie

Due parole sui meccanismi della manipolazione mediatica (gia letta la lista delle 10 strategie della manipolazione/Noam Chomsky?) In un regime totalitario sono tragicamente semplici e trasparenti. Si sa che i portavoce del governo e gli intellettuali che ne approvano e in parte ne suggeriscono la politica sono i pappagalli della linea ufficiale. Esprimere apertamente le critiche è molto rischioso, ma spesso si coglie molto bene la natura propagandistica dei messaggi che vengono diffusi, e interiormente li si respinge.

Nelle democrazie il meccanismo dell’indottrinamento è diverso. L’assenza di quel tipo di oppressione e di coercizione che esiste sotto i regimi rende necessaria  un’attività ideologica particolarmente sfuggente, quotidiana, ingentilita. Soft. E così il ritornello liberista nel dichiarare quotidianamente che l’esplosione del debito pubblico delle nazioni occidentali, sia da imputare a spese sociali sconsiderate ha i suoi sostenitori. E’ una verità propagandistica: sparpaglia i semi della pericolosa ambiguità.

E’ vero, per contro, che dopo la crisi del 2008 il debito-deficit/pil di alcuni Stati si impennato in misura preoccupante. C’è una parte della popolazione con il culto della furbizia e munita di una serie di radicati pregiudizi contro la cultura, che si rispecchia in un surrogato di opulenza trasmesso dal consumismo smodato massmediatico, che detesta i meno fortunati e che non aspetta altro di credere che sono le tasse che fanno crollare i sistemi democratici.