certezze diffuse

Perennemente in discussione, ma poi si sta qui ad aspettare -come sempre – che il mercato si autoregoli di suo.

In una società in cui l’1 per cento della popolazione detiene la maggior parte della ricchezza, lasciando al restante 99 per cento  … the struggle for the life,  eccoci pronti ad assumere immediatamente perfino le certezze diramate dall’un percento, e cioè che ogni iniziativa per ridurre il potere dei baroni dell’economia finanziaria è da considerarsi inefficace, se non addirittura nociva.

Della serie: a) tutte le tassazioni sulle transazioni sono utopie, b) i redditi alti non si possono tassare perché fuggono nei paradisi fiscali, c) i globalisti bisogna sedurli con fiscalità leggere, d) idem per le imprese mordi e fuggi che non assumono se non a regime di schiavitù, e) gli stipendi minimi devono restare moltominimi per permettere di essere competitivi sul mercato globalizzato.

Quindi, riesumazione del vecchio ritornello la ricchezza dei (soliti) pochi avvantaggia tutti. Ma proprio lì sta la vera e importante contraddizione di uno dei dogmi fondamentali del mercantilismo integralista! Purtroppo, la sua solidità propagandistica regna sovrana. Come la disoccupazione. L’unica soluzione possibile è pagare un prezzo: il prezzo della civiltà.