esigenze individuali

Tutto iniziò quando la religione dei mercati promise pace e bene a tutti. Sanno raccontarla bene la parabola. Tutti credenti, anche quelli di là, soprattutto quelli; e così nell’ottantanove cade pure il primo muro. Tutti di qua, appassionatamente, nella terra delle opportunità: bollicine, concerti e speranze. Evviva Friedman, evviva la Thatcher e pure il Ronald. Deregolamentare. Globalizzare. Ecco… cartolarizzare!  Keynes in soffitta, per castigo. Senza cena. Basta lacci e laccioli. Meno sociale più individuo. Meno Stato più mercato. Tutti liberalizzati: umani e mercati compresi. Anzi, deStatalizziamoci e buona notte. Ineguaglianze? Ma va’ là! Solo libertà e responsabilità personali.

Ed è così che, poco dopo, le «ineccepibili responsabilità personali» sostituiscono bollicine e speranze, con grosse bolle speculative. E con i loro… derivati. Tossici. Fatto sta che le famose responsabilità dei “cartolarizzatori deregolamentati” restano irresponsabilmente al verde. Per farla breve: le ineccepibili qualità individuali costringono le neglette esigenze sociali, a liberare le ormai già minime risorse. Liberare i contanti, ovvio. Pena lo sconquasso globale. Almeno così si disse a suo tempo intimando il prelievo forzoso dalle casse pubbliche. Certo, ogni spesa imprevista sbilancia le… esigenze sociali, come pure gli Stati. Anche perché, nel frattempo, quelle individuali (di esigenze) si sono trasferite in paradiso. Fiscale. In religioso silenzio.