macro dettagli

Il rapporto di forze che s’intravede tra lo sviluppo delle politiche economiche globalizzate e la sovranità politica degli Stati si converte inevitabilmente in un’azione unilaterale: le finalità economiche dettano legge. Allora subentra un processo dove la libertà di poter attuare scelte strettamente democratiche è sospesa.

Altri considerano il neo-mercantilismo una forma di dittatura ideologica che usa l’alibi dello stato minimo per sospendere ogni forma di protezione sociale. Esite una categoria (eterodossa) di scettici, che è composita. Alcuni di loro hanno effettivamente letto Marx e… Saskia Sassen. Sono semplicemente sospettosi nei confronti della globalizzazione perché la considerano un macro… dettaglio di un disegno ben strutturato. Scettici non solo a causa dell’evidente gioco speculativo dei capitali finanziari, ma anche per l’estrema e vieppiù meschina concorrenza mercantile, per l’effettiva cancellazione del diritto al lavoro e per un’indotta, poderosa e inevitabile schiavitù migratoria.

La politica e i governi hanno la precisa consapevolezza che i mercati contengano un’intrinseca componente brutale, che sottostanno, per loro natura, a inevitabili leggi primarie, che alimentano l’egoismo individuale, e che le cosiddette istituzioni regolatrici sono spesso complici di codesto regime schiavistico dalla vocazione dispotica.

Infine c’è chi vede nella globalizzazione uno schema economico da spalmare sul pianeta senza tener conto delle popolazioni, nella sola funzione del profitto circoscritto, cosicché il compito primario dell’informazione assume aspetti fuorvianti perché compromesso dall’ingranaggio propagandistico: la supremazia neomercantile non viene mai menzionata, va da sé. Non la si cita.  È implicita. Ogni notizia, ogni circostanza, ogni scelta editoriale sono lì per creare le condizioni che la favoriscono. Ad ogni prezzo. Un’informazione subordinata a questo non detto dominante. Mai tirato in ballo, invisibile. Indiscutibile, quindi intangibile.