corto raggio

Per chi non amasse la polemica ruggente, consiglierei un libretto di Beck. Un condensato di saggezza e di spunti ragionativi. Il titolo dice tutto: “Il lavoro nell’epoca della fine del lavoro”, sintesi tremenda. Anche se scritto nel lontano novantanove già si possono comunque incontrare scenari oggi tremendamente attuali.

Ci si chiederà come mai non si è fatto tesoro delle riflessioni espresse già allora (millenovecentonovantanove) da chi sapeva anticipare. Dov’erano allora i paladini delle democratiche istanze politiche almeno quando – per esempio – le delocalizzazioni stavano spolpando le conquiste sociali indigene? Dov’era quel popolo sensibile alle discriminazioni sociali (oggi per altri motivi riversato nelle “avenues” americane) mentre si stavano conducendo i salariati alla stretta obbedienza del pensiero unico?

Chi possiede le chiavi decisionali e informative non vive la stessa realtà del popolo delle periferie di… reddito. Il dirigente amministrativo oppure il politico di professione (c’è chi fa politica proprio per questo) lasciano il loro appartamento situato in un quartiere residenziale protetto dalla polizia privata, e percorrono con mezzi sicuri e discreti il tragitto, a corto raggio, che li separa dall’invisibile parking interno al quartiere amministrativo in cui svolgono una parte del loro lavoro. Con gli stessi mezzi di servizio, dall’asettico ufficio con vista sulla città, raggiungono lo scalo aeroportuale, oppure le prime classi dei tgv per gli spostamenti a medio-lungo raggio. Quindi un vissuto ben diverso da chi prende ogni giorno il democratico metrò.

L’astuto gioco dell’informazione ufficiale è quello di far credere che la criminalità non abbia una relazione diretta con le condizioni sociali. Il fanatismo è stato spesso ricordato come causa per tentare una rapida spiegazione della violenza agita. Se così non si facesse si dovrebbe accettare l’idea di dover metter mano alle pesanti ineguaglianze che ne sono evidentemente il bacino d’incubazione. Troppo difficile parrebbe il necessario e inderogabile agire sulle cause piuttosto che periodicamente rintuzzarne le tragiche conseguenze.

Quindi si nascondono i fatti oppure si fanno ricadere le responsabilità sulle spalle del… deviante di turno. Tuttavia la devianza segue una logica ferrea. Si sviluppa e attecchisce in condizioni economiche, educative e familiari ben definite. Veri e propri fattori sociali: residenza in quartieri periferici con alti tassi di disoccupazione, quindi condizione di pesante emarginazione, spesso sfociante in incarcerazioni premature.