tormentato pil

La promesse della cosiddetta rivoluzione numerica non si ritrovano nelle cifre della crescita economica. Infatti nei paesi occidentali essa è in calo: in Europa da un tre percento medio degli anni sessanta si ormai passati ad un tormentato 1.5%. Anche perché tutta la faccenda si basa sul micidiale concetto del winners takes all.

Quindi la convinzione secondo la quale la società postindustriale stia risolvendo i problemi della sua sopravvivenza è totalmente fasulla. Tutto viene presentato, da economisti sedotti  dalla causa liberista, come se gli apparati pubblici fossero i responsabili diretti degli errori invece prodotti da un probabile cattivo management delle industrie fallimentarie.

Per contro gli Stati faticano a contenere la violenza della società e non riescono ad opporsi alle forze economiche mondiali e così perdono vieppiù la loro credibilità. L’impotenza pubblica si estende favorita dalle continue rivendicazioni neoliberiste. Incluso il micidiale dumping fiscale. Perfino le delocalizzazioni vengono imputate a presunti iniqui valori di tassazione nazionali anche quando, in realtà, la fuga di un industria è  semplicemente da imputare all’avidità degli azionisti.

Lo scopo della narrazione neomercantile è  quello di presentare l’impegno sociale dei governi, evocato a parole dalla classe politica, ma sappiamo, tuttavia, tradito da una realtà contrassegnata dall’allineamento dei salari agli standard mondiali minimi determinati dalla globalizzazione. Un allineamento che dev’essere presentato ai popoli come il risultato di difficoltà oggettive… inesistenti.

Per cui si stanno convincendo i salariati che le loro piccole gioie sono gioie “sufficienti”.