certezze fantasmatiche

Dal lontano e controverso adagio che esprimeva quanto le religioni fossero l’oppio dei popoli, oggi con maggiore concretezza si potrebbe affermare quanto il far credere – al 70 per cento della popolazione esclusa da ogni risorsa – che la ricchezza prodotta possa essere a beneficio di tutti, risulti essere drammaticamente ancor più calzante. In ogni caso non vi sono, attualmente, concreti segni di disapprovazione. Probabilmente ciò è il risultato di un capolavoro propagandistico.

Lo si è definito il colpo di Stato miliardario – iniziato all’incirca trent’anni fa – con la complicità dei grandi apparati mediatici alcuni dei quali proprio sponsorizzati dai miliardi incamerati dall’«esclusivo» big business, passando per le università dal pensiero unico, da intellò carrieristi, poi dai governi teleguidati, così da arrivare a convincere della bontà dell’inganno perfino coloro che ne sono vittima. “A forza di vedere tutto, si finisce per sopportare tutto. A forza di sopportare tutto, si finisce per tollerare tutto. A forza di tollerare tutto, si finisce per accettare tutto. A forza di accettare tutto, si finisce per approvare tutto”: ciò disse Agostino. Un marxiano userebbe il termine di alienazione.

L’inganno funziona anche, in gran parte, per l’indeterminatezza dei mandanti. Le nuove tirannie non hanno più il volto severo dei superati sistemi pre-consumistici, né tantomeno (per ora) il volto del despota sanguinario dei totalitarismi del novecento. Il consenso si fonda sulla la sistematica riduzione a somma d’individui più o meno soddisfatti dei propri consumi o schiacciati dal perenne desiderio di poter modificare lo status di precari.

Rompere il velo di impostura sceso sul mondo dei più – abilmente tessuto da chi sta in cima alla piramide – è una delle molteplici missioni impossibili nostre contemporanee . C’è chi si è spinto a paragonare il drammatico periodo socioeconomico attuale, al sacrificio di un intera generazione come avvenuto (con tutti i distinguo di merito) nel corso del primo conflitto mondiale.

Uno studio d’oltreoceano del ’96 evidenziava quanto la fascia di popolazione tra i 18 e 21 anni credesse possibile – per il 65% di loro – poter raggiungere un reddito annuale di 100 mila dollari grazie al proprio impegno attraverso il lavoro. Ora sappiamo che codesto traguardo è stato raggiunto da ca il 7%. Quindi alla base di questo immaginario punto d’arrivo sta probabilmente un enorme errore di (auto)valutazione. La cosiddetta «certezza fantasmatica» delle lotterie. Appunto: quella convinzione “esogena” che è alla base dell’accettazione di una scommessa impossibile.

La volontà di seguire i propri sogni con la prospettiva di poterli realizzare per propri meriti ha assunto il potere di un talismano. In altre parole si sostiene – per esempio – quanto il grado di formazione, di volontà, di preparazione, insomma di «merito» apra le porte al successo. In realtà fatti incontrovertibili dimostrano che anche tra i… «meritevoli» la disoccupazione impera. I working poor pluri-laureati degli stage infiniti e gratuiti ne sono la dimostrazione.