lealtà o defezione

Intanto… intanto il dispositivo redditocratico gira impunemente. Prende vigore nel freezer ragionativo imposto dalle catene economicistiche che imbavagliano l’informazione, comunque, autoreferenziale. Troppo pericoloso anche il solo soffermarsi sulle quotidiane menzogne finalizzate al nascondimento del disastro sociale ben evidente.  Si arrischia di diventare… comunisti e perdere… gli introiti pubblicitari.

Per la gente il trattamento deciso (per decreto finanziario) è quello dell’omissione. L’evasione… piuttosto che aprirsi a un’operazione di verità. Ammettere, una volta tanto la realtà delle cose, diventa impensabile. Comunicarlo (spiegarlo) al grande pubblico perfino un’esagerazione. Sospendere l’impostura scenografica della ricchezza per tutti: un’utopia. La crescita economica (caso mai ci fosse) non porterà necessariamente a maggior ricchezza distribuita. Probabilmente nemmeno alla crescita occupazionale. Quelle misurette occupazionali paraeconomiche spacciate come successi non sono altro che miseri palliativi. Messe lì ancora una volta per prendere tempo.

In codesto contesto l’ Europa (continente nord-europeo) è sempre stata considerata la sponda salvifica del sud europeo per l’esportazione di speranze professionali e socioeconomiche: ca 700mila italofoni nella sola città di Londra.

Le ragioni di ogni migrante sono ben definibili: lasciare un territorio dove l’esistenza appare, per determinate ragioni, insostenibile, in molti casi anche semplicemente insoddisfacente, per cercare e forse trovare un luogo, che sappia offrire condizioni accettabili.

Albert Hirschman, tra le altre cose, scrisse un breve saggio che lo rese famoso: “Exit, Voice and Loyalty”. Tradotto in italiano con il titolo “Lealtà, defezione, protesta”.

“…Di fronte al declino dell’organizzazione “civile” e all’inefficienza, probabilmente “segnali” di disgregazione di uno Stato, il cittadino ha davanti a sé (almeno) due opzioni: defezione (andarsene) o protestare. La scelta dipende essenzialmente da un terzo fattore: il grado di attaccamento, anche emotivo, verso l’entità di riferimento. Se c’è “lealtà/Loyalty”, (cioè se si è legati anche affettivamente a quell’ambito) il costo della defezione risulta più elevato: invece di abbandonare il campo, il cittadino sceglie la protesta: impegnarsi, lottare nel tentativo (comune) di migliorare le cose…”

Nel contesto attuale, specchio del più arido individualismo, la faccenda non appare così scontata.