i migliori sono migliori

Davanti alla dichiarata incapacità della cosiddetta politica populista/sovranista non resta altro che… l’immaginazione. L’immaginazione al potere, ricordate? Ebbene, si potrebbe fare un gioco, anche se di questi tempi il “trastullo” non credo sia la proposta migliore.

Immaginiamo di essere in grado – attraverso un artificio magico – di poter sostituire i governi populisti/sovranisti del momento, con altrettanti governi progressisti, insomma governi politicamente corretti doc. A sostituzione avvenuta ipso facto, non resta che attendere la svolta, cioè: come e in quanto tempo una nuova leadership politicamente corretta doc, sapIMG_20190312_221923 copiapia finalmente (a differenza della “riscontrata” incapacità dei governi populisti quotidianamente ricordataci) affrontare positivamente i mali contemporanei.

Inizierei con gli auspici contenuti in molti riscontri critici antipopulisti. Cioè quello di avere la capacità di saper trasformare il fenomeno migratorio in un vero e costruttivo apporto di necessaria manodopera così nelle campagne, come nelle fabbriche, nell’assistenza agli anziani, come nel commercio e nelle professioni liberali, per renderlo veramente fondamentale per il progresso di – tutta – la nostra società;

per cui (la nuova leadership “meritocratica” doc) dovrebbe almeno considerare l’assegnazione di un minimo reddito ai diseredati, magari dando loro un lavoro (come si chiacchiera da decenni) per almeno sopravvivere, ottenere in altre parole un sensibile regresso della disoccupazione, oppure attuare una politica che sappia registrare una migliore distribuzione dalla ricchezza creata, magari abbattendo, dove sia necessario, il tasso di evasione fiscale, neutralizzare la corruzione, dimostrare, in altri termini, che il famoso trickle down sia veramente una formula efficace, così da permettere alle comunità e ai singoli di potersi sollevare dai debiti imposti, eccetera;

sia in grado di contrastare lo strapotere economico, quindi sociale e ultimamente perfino giuridico delle cosiddette “corporations”… globalizzate a proprio beneficio, sicuramente a scapito del concetto democratico di base; Anche lì, in fondo, trasformare i debiti privati delle grandi multinazionali in debiti pubblici è (stata) una forma subdola di assistenzialismo. Vedi, nel senso di guardare, il famoso docufilm dal titolo omonimo “The Corporation”.

affronti il tema ambientale, riduca notevolmente l’impatto negativo, disinquini i mari dalle “isole” di plastica, affronti drasticamente le emissioni di CO2, incrementi le energie alternative al fossile, e/o almeno ponga rimedio ai disastri ambientali con interventi sul territorio, elimini l’abusivismo, interrompa le estrazione predatorie di materie prime, così come l’eccessivo uso di idrocarburi, anche per evitare di lasciare i nostri eredi a secco;

neutralizzi il crimine organizzato (che da tempo ha trovato lo spazio e le condizioni politiche per prosperare), così come la violenza urbana, riprenda il controllo dei territori abbandonati allo spaccio e alla micro criminalità, sappia sanare le fratture sociali, economiche e culturali (scuola/formazione) che tanto agiscono sulle cause della devianza, eccetera.

Sarebbe oltremodo interessante lasciarsi (finalmente!) sorprendere da un’efficienza esemplare (per capacità e competenza) nel modo di affrontare suddetti temi, quindi in una certa misura risolutiva rispetto ai governi populisti così quotidianamente disprezzati – magari giustamente – per la loro probabile inefficienza. Così da poter dimostrare al popolo populista che i migliori sono… migliori. Oppure no.