fortune legittime

Il possesso di grandi fortune è certamente legittimo nell’orizzonte democratico, a patto che gli sia moderato il grado di potere nella sfera pubblica, di cui sconvolgerebbe il basilare equilibrio. Tale armonia dovrebbe restare impermeabile alle incursioni dell’impari patrimonio. La sfera del diritto e la sovranità della libera opinione, vanno difesi dall’arroganza della massimizzazione del profitto.

Tuttavia i detentori di grandi capitali sanno che: a) la delegittimazione dei sistemi di autodifesa collettivi neutralizza le posizioni deboli e aumenta il potere dei possessori di alti redditi; b) i problemi economici creati dalla società monetaria vengono volutamente lasciati sulla spalle degli individui; c) il singolo si deve difendere con azioni isolate, con mezzi e strumenti subordinati al reddito: chi ha un reddito importante può difendersi, chi non ha un reddito è alla mercè dell’illegalità.

Molti prendono vieppiù coscienza di questo dato di fatto e nel segreto del confessionale ammettono che uno dei compiti più importanti degli stati, dei governi, dell’ente pubblico, della politica consiste nel prevenire l’estrema disuguaglianza delle ricchezze. Poi, purtroppo, nella pratica demagogica e con infiniti stratagemmi si vuole cacciare lo Stato dall’arena politica, legittimandolo esclusivamente all’intervento sanzionatorio e punitivo (paternalistico) per tentare di arginare i disastri sociali creati dal darwinismo economico.

Più polizia, più carceri, condanne esemplari e meno attenzione sulle cause è l’insanabile contraddizione del cittadino benpensante.